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I valori

DEMOCRAZIA, DIRITTI E PARTECIPAZIONE

La democrazia è vitale per far crescere una comunità, sia socialmente che economicamente. Nel Comune di Campiglia M.ma, negli ultimi anni, si è gravemente affievolito il dibattito politico e il confronto culturale. Per noi questo è un pericolo che va affrontato con la massima determinazione per ridare voce ai cittadini ed evitare che la politica divenga subalterna agli interessi di pochi.
Per la rivitalizzazione della democrazia serve promuovere il confronto attivo e la partecipazione. Sono da respingere, senza mezzi termini, tutte le forme di limitazione dell’autonomia politica, culturale e d’informazione, comunque esercitate, siano esse rivolte ai singoli, comitati e  associazioni. Le istituzioni devono assumere il ruolo di garanti e di promotori delle libertà individuali e collettive come condizione primaria per per la crescita culturale, politica ed economica della società.
IL LAVORO E’ UN DIRITTO E UNA RISORSA

La pratica del mercato senza regole e la colpevole speculazione finanziaria hanno portato il mondo sulla soglia di un precipizio. I danni prodotti sull’economia reale sono enormi, con effetti  devastanti per l’occupazione, le famiglie e  le imprese.  I più esposti sono i lavoratori precari, che non hanno tutele, e i giovani che vedono allontanarsi la possibilità di realizzare i propri obiettivi di vita. Perdere il lavoro, o non avere prospettive di trovarlo, demolisce la dignità delle persone e lede un diritto fondamentale della nostra Costituzione. Serve dunque uno sforzo collettivo per evitare che la crisi distrugga la principale risorsa di una società: il capitale umano.
Anche il Comune può fare la propria parte, vigilando sulla tutela dei diritti e  promuovendo opportunità di lavoro nella valorizzazione e nella gestione dei  beni collettivi.
Grande attenzione dovrà essere posta alle attività che, basandosi sul consumo di risorse esauribili, richiedono un’immediata pianificazione della transizioni dei lavoratori  verso altri impieghi duraturi e legati allo sviluppo che immaginiamo per il territorio.
Analogamente si dovrà procedere verso le imprese che hanno ricevuto contributi  pubblici, con la vecchia logica dei finanziamenti a pioggia, e che ora intendono abbandonare il territorio lasciando i lavoratori senza nessuna prospettiva occupazionale.
I GIOVANI TRA PRESENTE E FUTURO

Il ricambio generazionale porta innovazione e progresso nelle società, tanto più in una fase di profondi cambiamenti che richiedono di adeguare rapidamente  saperi e mestieri.
Servono giovani preparati, culturalmente e professionalmente. Una società che non investe  nella formazione dei giovani si condanna al declino. Per questo è fondamentale sostenere e qualificare la scuola, dall’infanzia fino all’università. Così come è necessario progettare il futuro in modo tale che i giovani trovino qui una ragione per vivere, per lavorare e per esprimere la propria creatività in ogni campo, professionale ed artistico. I finanziamenti pubblici devono privilegiare progetti di questo tipo. E’ altresì necessario promuovere sani stili di vita, con offerte sportive legate al nostro territorio e con la creazione di luoghi d’incontro e di relazione sociale per i giovani.

LO SVILUPPO CHE IMMAGINIAMO

Immaginare è il compito della politica. Non si tratta di registrare ciò che c’è, ma prefigurare con coerenza lo sviluppo futuro, tanto più in un epoca di rapidi e profondi cambiamenti.
Lo “sviluppo composito”, che è stato lo slogan della passata amministrazione, ha portato a sostenere  tutto e il contrario di tutto: agricoltura ma anche impianti industriali disseminati nel territorio rurale, sviluppo del termalismo ma anche pericolosa espansione residenziale nelle aree termali, parchi ma anche cave che ne compromettono la tutela e la valorizzazione, ecc.  Così facendo si sono  creati  conflitti, impoverendo le risorse naturali e le vocazioni produttive del territorio.
Lo sviluppo che ci prefiguriamo si propone di valorizzare le attività maggiormente collegate all’identità e alle risorse del territorio: la piccola e media impresa, l’agricoltura tipica e di qualità, il turismo culturale ed il turismo termale. In tutti i settori dovranno essere privilegiati i progetti innovativi, con bilanci ambientali virtuosi, a partire da quello energetico.
CONSUMO DI SUOLO E GOVERNO DEL TERRITORIO

Il territorio è un bene esauribile. Nell’ultimo mezzo secolo il consumo di suolo è stato di gran lunga superiore a quello di tutti i millenni precedenti. A Campiglia le colline e le campagne hanno pagato  prezzi altissimi e non è  più immaginabile continuare con questo trend di consumo. Servono scelte nette per il recupero del centro storico di Campiglia e la riqualificazione  degli abitati di Venturina, Cafaggio e Lumiere.  Questi buoni propositi sono sempre stati presenti nei programmi amministrativi, ma in realtà negli ultimi anni, sotto la spinta della speculazione, si è costruito esclusivamente nelle zone di nuova espansione. Anche per le colline i buoni propositi di recupero ambientale sono rimasti sulla carta, mentre sono state autorizzate nuove massicce escavazioni di calcare.
Infine, nonostante la sproporzionata espansione di Venturina, non si sono creati spazi pubblici e servizi in grado di migliorare la qualità della vita e delle relazioni sociali. Anche qui serve una netta inversione di tendenza: meno consumo di suolo e più attenzione a come si vive nei nostri paesi e nel territorio.
I SERVIZI PUBBLICI LOCALI

In nome dell’efficienza, i Comuni hanno costituito società pubbliche per gestire servizi essenziali, realizzare progetti, promuovere lo sviluppo, ecc.  Bisogna prendere atto che non sempre queste società hanno prodotto efficienza e risparmio, mentre sono emersi fenomeni degenerativi come gli sprechi,  la poca trasparenza, le nomine su base politica, l’insorgere di conflitti d’interessi tra incarichi pubblici e incarichi privati. Bisogna prendere atto, inoltre, che  questo processo ha progressivamente allontanato i servizi dai  cittadini. Serve dunque una profonda riflessione per eliminare ogni forma di spreco e di inefficienza, riportando saldamente i servizi nella sfera della programmazione e del controllo pubblico dei Comuni. In questo scenario, particolarmente grave risulta la gestione dell’acqua affidata alla società a maggioranza pubblica ASA dove, nonostante le tariffe pagate dai cittadini, si è ridotta la qualità del servizio e sono cresciute a dismisura le perdite che, inevitabilmente, ricadranno su tutti noi.
I NUOVI BISOGNI  DI UNA SOCIETA’ CHE CAMBIA

Il più macroscopico dei cambiamenti sociali è quello dell’accentuazione del divario tra ricchezza e povertà. Fasce crescenti di cittadini sono spinte dalla crisi economica  e dalle ingiustizie sociali  verso  il disagio e la marginalità. Cresce la percezione dell’insicurezza, la paura e la diffidenza verso il prossimo.
Di fronte a questi fenomeni non servono steccati, ma politiche d’inclusione in grado di  dare ad ogni individuo dignità e servizi essenziali: scuola, sanità, assistenza sociale. Serve anche promuovere la cultura della solidarietà e del dialogo come antidoto per l’insorgere di risentimenti sociali che spesso  sfociano nella xenofobia e nella guerra tra poveri.
Il Comune, nei limiti delle sue possibilità e dei suoi strumenti,  dovrà impegnarsi per prevenire questi fenomeni poiché una comunità solidale è anche più sicura, più competitiva e più civile.
INNOVAZIONE, LEGALITA’ E TRASPARENZA

La pubblica amministrazione è la casa comune al servizio dei cittadini. Deve assicurare il rispetto delle leggi e la massima trasparenza degli atti che compie. I cittadini devono potersi fidare della correttezza e dell’imparzialità del Comune, chiunque sia ad amministralo.
L’eccessiva prolificazione di norme e regolamenti, spesso inutili e ridondanti, genera confusione, lentezza  e interpretazioni arbitrarie.  Serve un grande sforzo per l’innovazione tecnologica, la semplificazione e la facilitazione del diritto d’accesso agli atti pubblici.

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