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Rimigliano, Bertini: «La giunta ha cambiato i confini delle aree protette» (News 01 maggio)

1 maggio 2012 Nessun Commento

News:

Bertini (Forum): sull’Anpil deve decidere il consiglio

La proposta di Anpil approvata dalla giunta ha prodotto la reazione di Nicola Bertini (nella foto) del Forum, secondo il quale verrebbe escluso dall’Anpil l’80% della Tenuta di , diversamente da quanto deciso nel 1998 dal consiglio comunale. «La competenza è del consiglio comunale e non della giunta – sostiene Bertini – perché si tratta di approvare gli indirizzi di pianificazione territoriale e, soprattutto, perché allegata al piano strutturale del 1998 c’è la previsione approvata dal consiglio delle aree da sottoporre a tale tutela. Da quel momento è il consiglio ad avere indicato all’interno di quali confini dovessero essere attuate le previsioni di Anpil, e spetta al consiglio modificare tale individuazione».

Le previsioni urbanistiche della Tenuta di Rimigliano rappresentano elementi di incompatibilità per l’inserimento dell’area in regime di Anpil (Area naturale protetta di interesse locale). Lo dice un documento apparso sull’albo pretorio del Comune, recante le firme di Luca Sbrilli, presidente della società Parchi spa, Leonardo Lombardi e Linda Colligiani della Nemo. Il documento consiste in una proposta di indirizzo per l’Anpil riguardante il territorio compreso tra Rimigliano e il Monte Calvi. Sbrilli e i suoi collaboratori ritengono, infatti, che lo studio effettuato «ha però individuato nelle previsioni urbanistiche per l’area della Tenuta – si legge – elementi di incompatibilità per il suo attuale inserimento nell’area protetta, ipotizzando scenari alternativi che necessitano di verifiche ed approfondimenti per il suo inserimento nell’Anpil entro un anno dalla presente proposta». Secondo l’amministrazione comunale, il motivo del mancato inserimento di parte della Tenuta nella proposta dipenderebbe dal fatto che è stata elaborata durante i lavori della Conferenza paritetica interistituzionale della Regione, che stava decidendo il futuro del progetto urbanistico relativo all’area ex Parmalat. La giunta comunale, intanto, ha approvato la proposta di Anpil redatta dalla Parchi, proposta che potrebbe essere rivista alla luce dell’accordo stabilito nella Conferenza paritetica per l’inserimento in regime di Anpil di tutta la Tenuta.

L’area interessata dalla proposta di Anpil approvata si estende per 1106 ettari e comprende le dune di Rimigliano per circa 137 ettari, aree agricole, boschi ed aree umide della pianura interna e le pendici ovest del Monte Calvi e Valle dei Manienti per circa 569 ettari. Secondo l’amministrazione comunale, l’area protetta costituirebbe «un collegamento diretto con l’Anpil di San Silvestro a nord-est e con l’Anpil Baratti-Populonia a sud, determinando nel complesso un’unica area protetta che collega Calamoresca a Monte Calvi». La proposta è in fase di valutazione da parte della Provincia, e a breve potrebbe essere inserita nel piano ambientale ed energetico regionale. «Possiamo dire oggi – sostiene l’assessore Elisa Cecchini – che, in accordo con la Regione, l’intera Tenuta di Rimigliano sarà inserita nell’Anpil entro la scadenza dei vincoli di destinazione agricola della Tenuta stessa, così come indicato anche nel nostro regolamento urbanistico. L’amministrazione intende anche tener presente l’attività venatoria che si svolge nei territori interessati e coinvolgere le associazioni venatorie nella regolamentazione delle aree e nella loro gestione. L’Anpil – prosegue – non è solo protezione del territorio. Significa promozione dell’area e delle attività legate alla sua fruibilità, ad esempio con lo sviluppo della sentieristica e delle attività escursionistiche, ma soprattutto è un’occasione di promozione delle produzioni agricole e può sviluppare nuove occasioni di lavoro legate al turismo».

di Paolo Federighi

Il Tirreno 01.05.2012

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Rimigliano, bloccati quaranta appartamenti, l’accordo riduce in parte i volumi edificabili

C’era attesa, ieri in Consiglio Comunale, per conoscere nei dettagli il contenuto del verbale di accordo della Conferenza paritetica interistituzionale della Regione Toscana sulla Variante al Regolamento urbanistico per la Tenuta di Rimigliano (la n.83 del 3 ottobre 2011) . Il sindaco Michele Biagi si è dichiarato soddisfatto dell’esito della vicenda, ma in questi casi si sa, è come il commento del dopo elezioni, nessun politico ammette di aver perso. C’è da giurare che anche l’assessore regionale Anna Marson da parte sua si dirà soddisfatta. In realtà il piano di Rimigliano passa, ma con alcuni tagli e aggiustamenti, come avevamo anticipato.
«Si chiude un percorso significativo — spiega il sindaco Biagi — dalla Regione arriva la conferma del buon lavoro svolto da questa Amministrazione, una conclusione positiva per tutti, San Vincenzo, la Val di Cornia e la Regione. Emerge l’attenzione all’ambiente, valorizzazione del territorio, mantenendo integro il paesaggio dando la possibilità di crescere». Massimo Bandini (assessore urbanistica), ha ribatito: «Un premio a tutto il territorio, usciamo confermando in toto quanto indicato nel Pit; usciamo oggi con un progetto di valorizzazione e promozione per tutti. Abbiamo avuto delle raccomandazioni dalla Regione e si cerca quindi di dare un contenuto reale a quanto deliberato».

MA, in estrema sintesi cosa dice la Regione nel suo verbale? Intanto, dobbiamo dire come si sia sottolineato nel verbale che la Regione prende atto delle Variante Rimigliano, e non entra nel merito dell’origine e dell’eventuale conversione delle superfici perché, – si legge- ,«…sono aspetti di esclusiva competenza comunale». In relazione a quanto dichiarato dal Comune in merito al fatto che i 16.608,89 mq. comprendono i 3.417,60 mq. destinati ad uso agricolo. La Regione chiede che le schede allegate alla Variante al Regolamento urbanistico siano allineate a tale data, in conformità al punto 7 delle NTA (note tecniche di attuazione) della variante al Regolamento urbanistico. In conseguenza a tale allineamento –dice la regione – raccomanda al Comune, al fine di garantire la coerenza degli interventi con le prescrizioni paesaggistiche al Pit, di rivedere l’articolazione degli interventi in particolare nei poderi Fossa Calda, Uguccione e Sveva Manfredi. (Insomma, tradotto dal burocratese, si chiede di «sospendere» dal piano edilizia residenziale circa 38-40 appartamenti pur mantenendo il resto invariato compreso la struttura turistico ricettiva). Ciò per assicurare l’adeguato inserimento degli interventi, in coerenza con le caratteristiche morfologiche e strutturali d’impianto, rispetto al contesto esistente, nonché assicurando la percezione visiva dai punti di vista panoramici e l’intervisibilità tra essi.

La regione prende atto dell’impegno del Comune ad approvare un Papmaa (piano attuativo agricolo) coerente con la variante al Regolamento urbanistico tenendo conto delle indicazioni della Conferenza. La Regione prende atto del fatto che il comune conferma l’impegno di inserire l’intera tenuta di Rimigliano nell’Anpil di Rimigliano entro e non oltre la scadenza dei vincoli di destinazione agricola della tenuta così come anche indicato nelle norme del R.U. Stando così le cose, dopo aver deliberato dal consiglio comunale il verbale della Commissione si potrà iniziare ad intervenire, nel concreto, all’interno della Tenuta e le ditte potranno aprire i cantieri.
Piero Bientinesi

La Nazione 28.04.2012

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Nuova area protetta di mille ettari
La giunta ha approvato la proposta di Anpil (area naturale protetta di interesse locale) per Rimigliano redatta dalla Parchi Val di Cornia. Tale area, che si estende per circa 1106 ettari, comprende la zona costiera dunale (dune di Rimigliano per circa 137 ettari), un mosaico di aree agricole, boschi ed aree umide della pianura interna e le pendici occidentali del Monte Calvi e Valle dei Manienti (circa 569 ettari). Si passa dal sistema dunale, con macchia mediterranea, leccete e pinete su dune fisse, aree umide retrodunali, aree agricole, nuclei forestali planiziali e collinari relittuali, fino agli ambienti carsici superficiali e ipogei ricchi di testimonianze storiche come le antiche miniere del periodo etrusco.
Un’area che funge in parte da corridoio ecologico tra la costa e il mare e rappresenta un collegamento con l’Anpil San Silvestro (Comune di Campiglia M.ma) a nord-est e con l’Anpil Baratti-Populonia (comune di Piombino ) a sud, determinando nel complesso un’unica grande area che collega Calamoresca a Monte Calvi. «Possiamo dire oggi — afferma l’assessore all’ambiente Elisa Cecchini (nella foto) — che, in accordo con la Regione, l’intera Tenuta di Rimigliano sarà inserita nell’Anpil entrola scadenza dei vincoli di destinazione agricola della Tenuta stessa, così come indicato anche nel nostro regolamento Urbanistico. L’Amministrazione intende anche tenere presente l’attività venatoria che si svolge nei territori interessati e coinvolgere le associazioni venatorie anche nella regolamentazione delle aree e nella loro gestione. Credo che questa proposta di Anpil sia un’opportunità fondamentale per il nostro Comune».

La Nazione 28.04.2012

Rimigliano, via ai progetti e poi sei anni di lavori

Sono sostanzialmente tre le raccomandazioni con le quali la conferenza paritetica interistituzionale ha accompagnato il suo via libera alla variante urbanistica per la Tenuta di Rimigliano.

L’atto, già approvato dal consiglio comunale sanvincenzino nell’ottobre scorso, era stato rinviato all’esame della conferenza dalla giunta regionale, che ipotizzava incoerenze fra la variante e il Pit (Piano d’indirizzo territoriale). A garanzia di tale coerenza, come verbalizza la conferenza paritetica e come ha spiegato ieri il sindaco Michele Biagi in consiglio, il Comune dovrà adeguare le schede allegate alla variante urbanistica sull’affermazione che i circa 16mila metri quadrati di volumi abitativi previsti a Rimigliano comprendono anche i 3.417 mq. destinati all’uso agricolo. Seconda raccomandazione: assicurare che le caratteristiche paesaggistiche di tre dei sette poderi della tenuta non vengano travisate dagli interventi di recupero e di ampliamento. Infine, che il Comune inserisca l’intera Tenuta di Rimigliano in una zona Anpil di tutela ambientale.

«È evidente che la Regione ha riconosciuto la bontà del lavoro fatto», commenta Maurizio Berrighi, socio con Gioia Falk, Piero Antinori ed Enrico Pecci della “Rimigliano srl”; la società che ha acquistato la tenuta nel 2004 all’asta fallimentare Tanzi-Parmalat per circa 30 milioni e che intende realizzare 120 appartamenti nei sette nuclei poderali, oltre a un hotel da 6.000 metri quadrati e 75 camere. «Noi, da quanto ci dicevano i nostri legali – prosegue Berrighi – eravamo sicuri che il piano andava bene, ci sono voluti altri due mesi per il passaggio in Regione, ben venga anche questo: i suggerimenti della conferenza paritetica – prosegue l’imprenditore – mi sembrano validi e da seguire per migliorare ancora il piano. Perché è certo – dice ancora Berrighi – che noi vogliamo fare un progetto che abbia grande rispetto del luogo, altrimenti significherebbe fallire l’obiettivo prima ancora di iniziare.

Siamo stati presi a schiaffi da tutte le parti – prosegue il costruttore venturinese – e nessuno ha mai voluto mettere in rilievo come è il nostro piano rispetto a cosa prevedeva quello a suo tempo approvato alla Parmalat. Adesso, dopo otto anni durante i quali abbiamo rischiato il fallimento, si può partire e inizieremo subito con la progettazione del primo nucleo poderale, rispettosi delle raccomandazioni della conferenza paritetica». Prima di mettere mano al cemento, però, la società Rimigliano, come spiega ancora Berrighi, intende proseguire e accelerare le operazioni di piantumazione e di ripristino ambientale di vaste zone della tenuta, in modo che la vegetazione sia già cresciuta e pronta quando saranno completate le case. La realizzazione degli appartamenti e dell’hotel è stata al momento pianificata su sei anni, riducibili a quattro se l’economia generale dovesse risvegliarsi. «No, gli appartamenti non sono ancora in vendita – risponde Berrighi a una domanda – Ora facciamo i progetti esecutivi, poi vogliamo fare anche un plastico e un film con la simulazione di come verrà l’intera area. Vogliamo che tutti vedano e si rendano davvero conto di cosa sarà Rimigliano, così come intendiamo lasciare aperta la tenuta in modo che tutti la possano vedere».

Il Tirreno 28.04.2012

Raggiunto l’accordo sulla variante urbanistica per la Tenuta di Rimigliano. L’annuncio arriva direttamente dalla Regione a conclusione dei lavori della conferenza paritetica interistituzionale.

L’accordo raggiunto ieri, si anticipa ancora dalla Regione in una nota diffusa in serata, «supera gli elementi di potenziale contrasto tra le previsioni della variante urbanistica del Comune di San Vincenzo relativa alla Tenuta di Rimigliano e il Pit (Piano d’indirizzo territoriale)prevedendo il perfezionamento e il chiarimento della strumentazione urbanistica». Poche righe, concordate fra l’assessore regionale Anna Marson e il sindaco Michele Biagi al termine dei lavori della conferenza, in attesa che oggi lo stesso sindaco relazioni più diffusamente in consiglio comunale. In questa sede Biagi dovrebbe scendere più nei dettagli dell’esito della conferenza paritetica che, da indiscrezioni comunque trapelate, non avrebbe modificato l’impianto di base della variante urbanistica approvata dal consiglio comunale nell’ottobre scorso, inserendo comunque una serie di raccomandazioni finalizzate soprattutto all’aspetto paesaggistico. In estrema sintesi, dunque, il piano della società Rimigliano di Maurizio Berrighi e soci per realizzare nella tenuta 120 appartamenti e un hotel avrebbe superato senza sostanziali modifiche la verifica della commissione. Un’interpretazione, questa, che si basa comunque solo su indiscrezioni e che dovrà essere confermata dall’ufficialità dei verbali della conferenza paritetica.

«La conferenza paritetica – è il succinto commento a caldo di Biagi – ha fatto un ottimo lavoro, è andato tutto bene. Regione e Comune concludono in modo positivo e nei tempi annunciati questo importante passaggio che mette la parola fine – dice ancora Biagi – a una più che decennale vicenda di grande rilevanza per la Val di Cornia». Ancora più stringata la dichiarazione rilasciata dall’assessore Marson che a suo tempo aveva avanzato più di un dubbio sulla variante per Rimigliano e per questo aveva chiesto e ottenuto che la giunta regionale rinviasse gli atti all’esame della conferenza paritetica. «Abbiamo cercato di assicurare – dice Anna Marson a conclusione dei lavori – la migliore coerenza paesaggistica, pur nei limiti degli strumenti sia normativi che di pianificazione a disposizione della Regione». Alla seduta della Conferenza erano presenti l’assessore regionale al governo del territorio Anna Marson (presidente), Vincenzo Ceccarelli e Andrea Agresti, presidente e vicepresidente della sesta commissione consiliare, Leonardo Marras presidente della Provincia di Grosseto, Alessio Beltrame assessore al territorio della Provincia di Prato, l’architetto Dario Franchini delegato dal presidente della Provincia di Pisa e Simone Gheri sindaco di Scandicci, oltre al sindaco di San Vincenzo Michele Biagi.

Nicola Stefanini

Il Tirreno 27.04.2012

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Accordo raggiunto per Rimigliano Ecco che cosa cambierà nel piano

Tanto tuonò che piovve. O meglio, tanto tuonò che venne il sereno. Dopo i fulmini e le saette in consiglio regionale per il caso Rimigliano con una crisi di giunta sfiorata per le tensioni tra l’assessore all’urbanistica Anna Marson (Idv) e una parte del Pd, ieri la Regione ha annunciato l’accordo raggiunto. «La Conferenza paritetica interistituzionale — afferma la nota congiunta e concordata tra Regione e Comune di San Vincenzo — si è conclusa con un accordo che supera gli elementi di potenziale contrasto tra le previsioni della variante urbanistica del Comune relativa alla tenuta di Rimigliano e il Pit, prevedendo il perfezionamento e il chiarimento della strumentazione urbanistica». Sì, ma che cosa è successo? Il governo regionale riferirà in consiglio e lo stesso farà la giunta di San Vincenzo. «
Diremo tutto — riferisce l’assessore all’urbanistica Massimo Bandini — non appena avremo il verbale della commissione. Il sindaco Biagi farà una comunicazione ufficiale al consiglio, ci siamo impegnati a non precorrere i tempi». Da parte sua l’impreditore Berrighi assicura di non essere al corrente dell’esito dell’accordo fiorentino che lo riguarda direttamente. In realtà qualcosa è trapelato: dopo il sopralluogo della commissione a Rimigliano e l’esame del progetto di recupero, il punto di equilibrio è stato trovato permettendo da un lato il recupero dei poderi a fini turistici e la realizzazione di alcune strutture ricettive, dall’altro adottando presrizioni più stringenti sul mantenimento delle caratteristiche agricole della tenuta ex Parmalat (in pratica difficilmente si potranno trasformare in case serre e gabbie per i fagiani).

In questo modo si è tentato di salvaguardare la possibilità di lavoro (la Cgil e gli altri sindacati avevano organizzato uno sciopero con manifestazione per sottolineare la sofferenza del settore costruzioni e artigianato) e dall’altra evitare un uso troppo disinvolto del cemento. Bisognerà però aspettare di conoscere l’intesa nei dettagli per capire se è stata trovata la quadratura del cerchio o se si tratta di un provvedimento di facciata che non risolve i problemi aperti. Alla seduta della Conferenza erano presenti l’assessore regionale Anna Marson (presidente), Vincenzo Ceccarelli e Andrea Agresti, presidente e vicepresidente della sesta commissione consiliare, Leonardo Marras, presidente della Provincia di Grosseto, Alessio Beltrame, assessore della Provincia di Prato, l’architetto Dario Franchini delegato dal presidente della Provincia di Pisa e Simone Gheri, sindaco di Scandicci, oltre al sindaco Michele Biagi.

«Abbiamo cercato di assicurare – spiega la Marson — la migliore coerenza paesaggistica, pur nei limiti degli strumenti sia normativi che di pianificazione a disposizione della Regione».
Soddisfatto del lavoro della Conferenza il sindaco Michele Biagi. «Regione e Comune — ha dichiarato — concludono in modo positivo e nei tempi annunciati questo importante passaggio che mette la parola fine a una più che decennale vicenda di grande rilevanza per la Val di Cornia. Appena ricevuto ufficialmente il verbale della seduta convocherò il Consiglio comunale per comunicare le indicazioni della Conferenza».
L.F.

La Nazione 27.04.2012

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