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Rimateria ha già fallito, e non poteva esserci esito più scontato

5 febbraio 2018 Nessun Commento

Gli intenti dichiarati con cui i Comuni di Piombino, Campiglia e San Vincenzo hanno creato Rimateria, erano chiare e si riferivano all’interesse pubblico di operare le bonifiche nel SIN di Piombino, di ridurre le escavazioni dalle colline sostituendo gli inerti di cava con materiali riciclati e di realizzare azioni di gestione e recupero dei rifiuti speciali basato sul principio di prossimità.

Al di là delle strane dichiarazioni del Presidente Caramassi sulla pretesa riqualificazione ambientale operata a Ischia di Crociano, la realtà è che stiamo importando rifiuti speciali pericolosi da tutt’Italia (oltre 30 camion ogni giorno arrivano in discarica) mentre le bonifiche del SIN di Piombino sono un miraggio. L’ex discarica dei rifiuti solidi urbani di Ischia di Crociano è ormai sfuggita ad ogni logica sia per le dimensioni assunte, sia per la fatiscenza o l’inadeguatezza delle strutture che garantiscono la salute pubblica.

Gli ex impianti TAP che dovevano sostituire ormai da vent’anni gli inerti di cava con materiali riciclati provenienti dal ciclo della siderurgia, sono fermi e appare sempre meno probabile la possibilità di metterli in funzione con successo.
Ma non ci si preoccupa perché oltre agli intenti dichiarati, il vero obiettivo dell’operazione era un’altro ed oggi è palese: ripianare il debito accumulato dall’ASIU facendolo pagare non ai responsabili di quel disastro ma al territorio della Val di Cornia.
L’ASIU ha accumulato debiti insostenibili e i Comuni non potevano permettersi di far fallire l’azienda al momento del passaggio del servizio di raccolta rifiuti solidi urbani a SEI Toscana. La soluzione è stata quella di trasformare la discarica per rifiuti solidi urbani di Ischia di Crociano in una discarica di rifiuti speciali e pericolosi provenienti da ogni dove, sopraelevandola fino a 32 metri mentre le discariche dei 930 ettari del SIN di Piombino restano lì, intonse.
L’interesse pubblico nell’operazione starebbe quindi nell’aver saturato per la quarta volta la discarica di Ischia di Crociano, che in origine doveva raggiungere solo i 10 metri d’altezza e nell’aver trasformato la Val di Cornia in un polo di sepoltura di rifiuti speciali pericolosi.

 

A completare il quadro c’è il peggioramento drastico del il sistema di gestione dei rifiuti solidi urbani che, anziché finire a Ischia di Crociano, vengono lì parcheggiati per poi essere ricaricati su altri camion e trasportati fino a Grosseto, all’impianto delle Strillaie. Un sistema che produce danni ambientali ed economici a cui cittadini fanno fronte ogni anno con gli aumenti della TARI.

Tutto prevedibile, tutto come da copione, come ci sembra del tutto scontato che il conto di un fallimento così clamoroso continuerà ad essere addossato ai cittadini, anziché ai veri responsabili.

 

Liste Civiche unite della Val di Cornia 19.07.2017

(Comune dei Cittadini,
Un’altra Piombino, Assemblea Sanvincenzina,
 Assemblea popolare Suvereto)

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