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Parco degradato: «Bastava una telefonata» L’assessore Bertocchi replica ai ragazzi

24 novembre 2011 10 Commenti

«Bastava telefonare all’assessore». A dichiararlo, rivolgendosi ai promotori della petizione sul degrado dei giardini della Coltie, è l’assessore Jacopo Bertocchi. «Ho già avuto l’occasione di parlare con alcuni di quei ragazzi ed ho sempre valutato positivamente l’iniziativa personale di quei pochi che si fanno portatori di istanze collettive, il parco è già stato oggetto di interventi ma se si ritiene che quel luogo sia un presidio importante per i nostri giovani è giusto che se ne parli, in maniera più approfondita, nelle sedi appropriate, individuando i soggetti che da entrambe le parti siano in grado di portare avanti un “progetto concreto” per le politiche giovanili.

Esistono dunque altri percorsi, “una via breve” che nella fattispecie sarebbe di maggior aiuto per il perseguimento dello scopo in oggetto alla petizione di cui sopra. Con ciò voglio dire che in un Comune come il nostro basterebbe prendere il numero di telefono dell’assessore competente e richiedere un appuntamento. Ovviamente seguire la via breve non desterebbe il clamore al quale la lista d’opposizione ci ha abituati (nel sacrosanto esercizio dei propri diritti) ma avrebbe un’efficacia senz’altro non inferiore a quella della petizione e darebbe l’opportunità, ai promotori della stessa, di capire quali sono le priorità dell’amministrazione e gli interventi che sono già in calendario (e quelli già attuati al parco delle Coltie).

Nessuna polemica ma ritengo utile rimarcare il fatto che il contatto diretto con chi è in grado di rispondere direttamente ai cittadini, ci possa mettere al riparo da qualsiasi strumentalizzazione politica e ci possa aiutare a risolvere concretamente i problemi senza bisogno di intermediazione. Io sono sempre pronto al dialogo con o senza petizione».

La Nazione 24.11.2011

 

«Rivolgetevi agli assessori e risolvete i problemi»

Bertocchi risponde alla petizione dei ragazzi a proposito della situazione del parco di Coltie

Petizione dei ragazzi sul parco di Coltie. Risponde l’assessore alla cultura Bertocchi: «Prendendo atto della modalità con la quale viene portata all’attenzione la questione del parco e sento il dovere di esprimere un parere come cittadino e come amministratore. La partecipazione alla vita pubblica prevede degli strumenti e “adoprarli” nella maniera più consona, ci mette al riparo da accuse di qualunquismo e permette al cittadino di acquisire lo status di “democratico”. Ritengo doveroso ringraziare le istituzioni pubbliche e private, qualsiasi esse siano, che aiutino i nostri ragazzi nel raggiungimento di questo nobile scopo».
«Ho già avuto l’occasione di parlare con alcuni di quei ragazzi – prosegue – ed ho sempre valutato positivamente l’iniziativa personale di quei pochi che si fanno portatori di istanze collettive, il parco è già stato oggetto di interventi ma se si ritiene che quel luogo sia un presidio importante per i nostri giovani è giusto che se ne parli, in maniera più approfondita, nelle sedi appropriate, individuando i soggetti che da entrambe le parti siano in grado di portare avanti un “progetto concreto” per le politiche giovanili. Esistono dunque altri percorsi, “una via breve” che nella fattispecie sarebbe di maggior aiuto per il perseguimento dello scopo. In un Comune come il nostro – spiega – basterebbe prendere il numero di telefono dell’assessore competente (Bertocchi per le politiche giovanili e Paladini per i lavori pubblici) e richiedere un appuntamento.

Seguire la via breve non desterebbe il clamore al quale la lista d’opposizione ci ha abituati (nel sacrosanto esercizio dei propri diritti) ma avrebbe un’efficacia senz’altro non inferiore a quella della petizione e darebbe l’opportunità, ai promotori della stessa, di capire quali sono le priorità dell’amministrazione e gli interventi che sono già in calendario (e quelli già attuati al parco delle Coltie).

Dunque nessuna polemica sul caso e sulla modalità di partecipazione ma ritengo utile rimarcare il fatto che il contatto diretto con chi è in grado di rispondere direttamente ai cittadini, ci possa mettere al riparo da qualsiasi strumentalizzazione politica e ci possa aiutare a risolvere concretamente i problemi senza bisogno di intermediazione. Io – conclude – sono sempre pronto al dialogo con o senza petizione»

Il Tirreno 27.11.2011

Vedi: La petizione sui giardini di Coltie

10 Commenti »

  • sandra dice:

    nn mi dica, caro assessore, che lei nn è mai passato di via Sardegna, solo per andare al campo sportivo, perchè se no proprio come assessore gli sarebbe dovuto venire in mente di dare un’occhiata………..

  • Comitato per Campiglia » Campiglia: Forse non tutti sanno che… (14) dice:

    […] Fonte: Jacopo Bertocchi (Assessore Cultura, comunicazione, innovazione, politiche giovanili, sport) in la Nazione 24 novembre 2011 […]

  • bruvil dice:

    Caro assessore,
    purtroppo l’esperienza ci insegna che nella stragrande maggioranza dei casi quando manca la cassa di risonanza gli amministratori sono meno attenti alle istanze. Non mi piace tantissimo la democrazia diretta, mi piace di più quella rappresentativa ma talvolta ci vuole anche quella.

  • massimo zucconi dice:

    A Bruvil, del quale condivido lo spirito, dico che la lista Comune dei Cittadini è una forma di democrazia rappresentativa, avendo ottenuto il 18,5% dei consensi degli elettori.

    In questo caso, dunque, non si può neppure parlare di democrazia diretta che, nel vuoto della politica, rappresenta comunque un presidio essenziale per la democrazia.

    E’ del tutto naturale, dunque, che a questa lista si rivolgano i cittadini insoddisfatti del modo con cui viene amministrato il nostro Comune. Il degrado dei giardini di Coltie è solo uno dei tanti casi di negligenza che potrebbero essere risolti con buona volontà e maggiore capacità amministrativa. Cosa che non sempre accade.

    Lo stesso assessore Bertocchi asserisce di aver ricevuto ragazzi che chiedevano modesti interventi per le attrezzature sportive di Via Sardegna. Evidentemente i contatti diretti non hanno dato buoni esiti. Niente di irreparabile, purchè Bertocchi non consideri un reato di lesa maestà se gli insoddisfatti si rivolgono ad altri, perchè è un loro sacrosanto diritto che abbiamo tutti il dovere di difendere, non di mettere in discussione.

    Ma stiamo al merito. Se l’assessore allo sport concorda sull’opportunità di destinare qualche migliaio di euro per sistemare quella zona, riceverà il plauso nostro e di chi chiede da tempo interventi manutentivi.

    Se non troverà risorse finanziare aggiuntive, proveremo noi a dargli una mano proponendo un paio di modifiche agli investimenti che la Giunta di cui fa parte ha già programmato.

    La prima è quella di far pagare la ricostruzione della strada della Lavoriere (1,1 milioni di euro) a chi l’ha distrutta con il passaggio delle betoniere, dopo la scellerata scelta dell’amministrazione di far costruire un impianto di betonaggio in mezzo ad un campo.

    La seconda è quella di ridurre, se non rinviare, la ristrutturazione degli “ex macelli” di Campiglia (700.000 euro) per i quali, a detta della stessa Giunta, non sono ancora chiare le finalità, se non quella di offrire servizi per il volonariato e per chi fa feste nella pinetina della Fonte di Sotto. In ogni caso non costituisce una priorità.

    Come si vede, le soluzioni per risolvere un piccolo problema ci sono.
    Ci aspettiamo che l’assessore sappia trovarle.

    Massimo Zucconi

  • jacopo bertocchi dice:

    Buonasera, l’abbiamo fatta fin troppo lunga ma devo dire (senza alcuno stupore) che i commenti non hanno reso giustizia allo spirito del mio intervento.
    L’intento non era di certo quello di salire in cattedra o di passare alla cronaca come colui che risolve i problemi con una telefonata… cercavo semplicemente di esprimere un parere sulle accezioni e sulle modalità di “partecipazione” alla vita pubblica. Ci sarebbe poi da aprire un dibattito sull’utilizzo di altri termini che rimbombano sui siti, sui giornali e nei consigli comunali e che sembrano di proprietà esclusiva dell’opposizione: cittadini, partecipazione, democrazia diretta, vuoto politico, ma non è questa la sede.
    Non considero di certo un reato che i ragazzi di Coltie si siano rivolti al Comune dei Cittadini; ho parlato a tal proposito di “sacrosanto esercizio dei propri diritti” e non credo che Zucconi, persona molto precisa ed attenta, non abbia fatto caso a questa espressione… Le parole sono importanti ma a volte non le comprendiamo, altre volte le interpretiamo male, molte altre volte invece sono oggetto di strumentalizzazione… Ho avuto contatti informali con i ragazzi ed ho suggerito la via da seguire (che è l’unica ed ancora percorribile) ma differentemente da quanto si cerca di far passare, nessuno mi ha più contattato e la mia onestà intellettuale mi ha impedito di dare facili soluzioni o di buttarmi a capofitto nella “faciloneria politica” dalle poche migliaia di euro. Con ciò voglio ribadire il concetto che nella mia idea di partecipazione esistono due soggetti protagonisti e non solo uno con la verità in tasca e le soluzioni a portata di mano. A dire il vero, pochi giorni fa sono stato contattato di nuovo per un consiglio e mi sono stupito che i ragazzi non avessero contattato il CDC. Insomma il messaggio che deve passare oggi e specialmente tra i giovani è che partecipazione significa metterci la faccia, anche e soprattutto senza intermediazione… a 17 anni si è grandi abbastanza per poterlo fare ma si può anche essere ingenui al punto di pensare che i vecchi volponi della politica siano da una parte piuttosto che da un’altra.
    Io ho più di due argomenti, quando volete potete chiamarmi.

    un saluto,
    vostro assessore (non più allo sport)
    Jacopo Bertocchi

  • massimo dice:

    Caro Bertocchi

    proviamo a stare ai fatti. Un gruppo di ragazzi (molto giovani) ha partecipato ad un’assemblea sullo stato di degrado delle Coltie, promossa dal Comune dei Cittadini. Non c’è bisogno che ti ricordi di cosa si tratta perchè ve lo ricordiamo continuamente in Consiglio Comunale da due anni. In pubblico, e con la propria faccia (come dici tu), questi ragazzi hanno segnalato anche lo stato d’abbandono dei piccoli impianti sportivi presenti nei giardini comunali di Via Sardegna. Si tratta di un problema sollevato ciclicamente da molti ragazzi che ora sono adulti. Ci è stato riferito, da altri ragazzi, che a loro precedenti richieste è stato risposto dagli amministratori che occorreva costituirsi in Associazione. E’ la risposta che si da quando non si vuole affrontare il problema, tanto più se si tratta di giovani ragazzi, talvolta minorenni. Condividendo la loro richiesta, e ritenendola assolutamente risolvibile, gli abbiamo suggerito di fare una raccolta di firme e di portarle in Comune, non alla nostra lista.
    Il tuo risentimento per non essere stato contattato per le vie brevi, dunque, è del tutto fuori luogo. Primo perché il problema era noto. Secondo perchè chiunque ha diritto di rivolgersi a chiunque, tanto più se si ha l’impressione (fondata) che il Comune non voglia o non sappia affrontare i problemi. Probabilmente se il Comune avesse fatto un’assemblea alle Coltie quei ragazzi sarebbero venuti a dire le stesse cose a voi.
    Questi i fatti. Ora sta a te, e alla Giunta, dimostrare che c’è capacità di ascolto e voglia di dare risposta a piccoli problemi, ma che in una realtà come Coltie, e per ragazzi giovani, diventano molto importanti.
    Infine una domanda. Nel tuo fraseggio ci sono espressioni che mi lasciano molto dubbioso. Cosa vuol dire per te “metterci la faccia”?. E’ un espressione che sento usare da molti personaggi navigati che si occupano di politica. I volponi, appunto. Sembra quasi che “metterci la faccia”, in politica, sia un atto di coraggio. Se così fosse, significa che chi lo fa rischia qualcosa. Vorrebbe dire che siamo già oltre la democrazia.
    Quello che ti consiglio, invece, è di invogliare chiunque, ragazzi e adulti, a dire la loro,sempre, liberamente e nelle sedi che ritengono più opportune, anche quando si tratta di cose sgradite a chi governa. Devi garantire loro che non vi saranno ritorsioni o anche solo insofferenza da parte di chi amministra. Sono principi che chiunque deve difendere, ma che diventano fondamentali per chi, come te, esercita un potere nel gestire la cosa pubblica, ossia le cose di tutti.
    In Comune i cittadini ci devono venire per convinzione e non per timore di parlare in altre sedi. Spero tu la pensi come me.

    Massimo Zucconi

  • jacopo bertocchi dice:

    Caro Zucconi,
    Ovviamente sai che non la penso come te nella generalità dell’analisi politica ma in questo caso, posso ammettere con serenità di condividere ciò che affermi nell’ultimo post. Per me fare politica non significa essere contro il Cdc e sono fermamente convinto che ognuno di noi deve “iniziare” a dire ciò che pensa senza alcun timore, e ci mancherebbe altro. Non ho mai fatto “di ogni erba un fascio” e l’esercizio del dubbio mi ha aiutato molto nella vita. Non nutro nessun risentimento e non ho alcun pregiudizio ma devo dire che chi, come dici tu, esercita un potere di gestione della cosa pubblica, deve avere la capacità di conciliare l’idealismo con il pragmatismo e il rispetto (ovviamente) delle norme.
    Vi risparmio la mia teoria sociologica della società della Venturina ma posso dire che in tre anni di assessorato parlo sempre con i “soliti” giovani che hanno in mente di far qualcosa e non ho mai fatto mancare loro il mio “appoggio”. Continuerò così anche in questo caso e appena mi si presenterà “formalmente” l’occasione di individuare un percorso per trovare una soluzione all’ “affaire Skate park Coltie” non mi esimerò dal mio compito, negative o positive siano le conseguenze.
    Con ciò dico e ripeto che il Comune e l’organo politico che lo gestisce è composto da cittadini “normali” e il primo segno di partecipazione attiva non è andare alle assemblee pubbliche, ma capire se possa esistere un rapporto con chi ci amministra a prescindere dalle iniziative che un gruppo politico può intraprendere.

    Jacopo Bertocchi

  • massimo dice:

    caro Jacopo

    prendo atto che non la pensi come me sulla partecipazione e sulla democrazia. La tua ultima frase, per quello che riesco a capirci, mi suona molto sinistra. Continui ad affermare che la “partecipazione attiva non è andare alle assemblee pubbliche”, ma in Comune per “capire se possa esistere un rapporto con chi amministra a prescindere dalle iniziative che un gruppo politico può rappresentare”
    Dovresti approfondire la distinzione che esiste tra istituzioni e partiti. E’ un punto cruciale della democrazia. Seguendo il tuo pensiero si potrebbe concludere che possiamo prescindere dai partiti, dalle associazioni, dai comitati e da chiunque organizzi la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica. Sono esperienze già fatte.
    Ma senza troppa teoria, non ti viene in mente che possono esserci cittadini che in Comune ci sono venuti, ci vengono e, non trovando ascolto, si rivolgono ad altri? E che dobbiamo difendere il loro diritto ad andare da chi vogliono?
    Infine la sostanza. Sistemare i giardini di via sardegna e le piccole attrezzature sportive che ci sono è sicuramente nelle possibilità economiche del nostro Comune. Quei ragazzi chiedono una pedana dove praticare lo “skate” (non ce ne sono altre a Venturina) e Coltie è diventato uno dei quartieri più trascurati del paese, grazie anche all’incuria e alle scelte del Comune. Forse hanno il diritto a veder risolto un piccolo problema.

    un saluto

    massimo

  • Robin H. dice:

    Io ritengo che il CDC abbia un atteggiamento davvero arrogante.
    Coloro che lo costituiscono dicono di essere “democratici” e “trasparenti”. Così dimostrano di essere solo ARROGANTI e PRETENZIOSI.
    Bertocchi non si scoraggi di fronte a tali accuse,è il loro modo di fare politica, noi siamo tutti dalla sua parte.
    R.

  • MAZINGAAAA dice:

    caro robin hood, posa l’arco e spogliati delle vesti che non ti appartengono.
    Se nelle favole esiste un personaggio ARROGANTE E PRETENZIOSO è sicuramente robin hood, ma chissà perchè piace. Arrogante, deriva da arrogare, che nel diritto romano significava richiedere al popolo, durante i comizi, il consenso per vantare la patria potestà su una persona che non l’aveva già. Cercalo su internet, lo trovi.
    Comunque arroganti e pretenziosi dovrebbe significare che quelli di cdc sono soggetti altezzosi che avanzano pretese e sono esigenti. ma… libera interpretazione sull’essere altezzosi, totalmente soggettiva, sul fatto che avanzano pretese e sono esigenti, non mi pare che sia un difetto per chi si interessa alla cosa pubblica, anzi.
    Piuttosto mi chiedo come mai l’amministrazione è così spesso insolente e poco paziente con le richieste dei cittadini.
    Ne esistono molti che si rivolgono al cdc solo dopo essere stati inascoltati o sbeffeggiati in Comune. come mai? cdc non sarà fatta di santi, ma il Comune si?? poi il comune chi è?? è il sindaco ed il partito che lo amministra o l’insieme di persone, pensieri, partiti e gruppi politici che rappresentano la realtà sociale del proprio territorio?
    CDC non sembra essere contro l’assessore Bertocchi nè contro l’amministrazione, cdc chiede cose, avanza proposte, cerca di ascoltare le persone che la cercano ed in base a tutto questo critica e cerca di far riflettere l’amministrazione, potrà anche sbagliare, ma chissà se venisse ascoltata invece di essere bollata come il demonio…..
    comunque caro robin hood, oltre all’arco e le frecce, posa anche il fiasco e ritorna al CASTELLO DI NOTTINGHAM con tutti quelli che “sono dalla vostra parte”. come se fare politica significasse barricarsi dietro muri e fare la guerra tra le parti.

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