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L’ennesimo inchino al settore cave

5 febbraio 2018 Nessun Commento

Con l’approvazione della variante al piano strutturale e al regolamento urbanistico si è conclusa l’ennesima triste e desolante vicenda di mala gestione  sulla problematica del rapporto tra attività estrattive e compatibilità con le strategie di un territorio e l’interesse comune.

Per giustificare l’approvazione di questa variante la giunta Soffritti è arrivata a disconoscere anche gli stessi intenti e dichiarazioni che si erano fatte in precedenza, le strategie e le risorse messe in campo per l’attività alternative (progetto Rimateria), si è arrivati a sostenere pubblicamente la necessità che questa variante era necessaria perché altrimenti si sarebbe andati incontro all’impossibilità di fare i ripristini ambientali. Cosa totalmente falsa, dato che la legge impone delle fideiussioni alle imprese proprio per garantire i ripristini ambientali.

Oggi con questa variante si concede l’ampliamento del perimetro della cava di Monte Calvi della società Cave di Campiglia, con la sola motivazione che l’impresa si trova in uno stato di crisi e il prolungamento della concessione darebbe maggiore possibilità di uscire dalla crisi. Inoltre stabilisce che l’impresa potrà continuare la sua attività, senza un limite temporale fino a quando non avrà escavato l’intero volume concesso. Tutto ciò avviene in una condizione dove non c’è più una richiesta di mercato. La crisi di Cave di Campiglia non è una crisi congiunturale ma strutturale, l’amministrazione Soffritti ha solo rinviato nel tempo, il vero tema di questo territorio, cioè  preoccuparsi della sorte dei lavoratori di questo settore che è in crisi.

Ma questa è una vicenda che purtroppo parte da lontano, dalla trasformazione di una cava di servizio per l’industria per estrarre il microcristallino ad una cava commerciale, al raddoppio dei volumi estraibili per entrambi i siti e i prolungamenti delle scadenze. Questa amministrazione ha fatto l’ennesimo inchino verso a Cave di Campiglia che altro non è che l’annullamento dell’interesse comune a favore di interessi di privati. 

 

Comune dei Cittadini 13.12.2017

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