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La politica PD nella Val di Cornia ormai succube dei poteri forti

2 ottobre 2016 Nessun Commento

 

Mai visto nulla di simile in Val di Cornia e probabilmente in Toscana. Non era mai successo che un solo soggetto privato si sentisse abbastanza potente nei confronti delle Istituzioni e delle Leggi da lottizzare abusivamente quasi 8 ettari di territorio agricolo vincolato. Oggi sappiamo che nel nostro territorio la debolezza della politica e lo svilimento delle Istituzioni ha creato le condizioni per il verificarsi di un simile fenomeno.

Nel bel mezzo della pianura di bonifica, al crocevia tra i comuni di San Vincenzo, Piombino e Campiglia, si è materializzato il degrado di una politica forte coi deboli e debolissima coi forti, attenta ai cavilli con il semplice cittadino e pronta a variare obiettivi e norme per le richieste di privati capaci di condizionarne le scelte. Una politica che ha capovolto la gerarchia tra interesse privato e pubblico relegando il secondo ad un ruolo residuale, occasionale quando non servile nei confronti del primo.

Le Amministrazioni di San Vincenzo e Piombino hanno offerto e stanno offrendo uno spettacolo imbarazzante. Piombino si accorge dell’abuso ma tace, San Vincenzo avvia una Variante al Regolamento Urbanistico – l’ennesima – per sanare ex post l’abuso e poi accusa Piombino di non aver comunicato che sul territorio sanvincenzino c’erano oltre 5 ettari di urbanizzazione abusiva. Non contento il Sindaco di San Vincenzo fa capire che la variante per consentire di urbanizzare regolarmente le aree occupate abusivamente andrà avanti. Siamo di fronte ad un percorso amministrativo in cui gli strumenti urbanistici rincorrono le lottizzazioni abusive per legittimarle.

Sono segnali preoccupanti perché intaccano principi fondamentali che le nostre amministrazioni custodiscono sempre meno: la consapevolezza che il territorio è un bene comune da pianificare nell’esclusivo interesse pubblico e che la legalità è un valore imprescindibile per la democrazia e l’uguaglianza dei diritti.

E questi segnali, purtroppo, s’intensificano.  E’ successo così a Piombino, con l’accettazione di trasformare in abitazioni il 40% del complesso turistico alberghiero di Poggio all’Agnello che rappresenta un precedente destinato ad avere effetti ben oltre i confini comunali. Sempre a Piombino si accingono ad accettare acriticamente il cosiddetto masterplan Aferpi che, in nome della continuità produttiva siderurgica, consegna la città nelle mani di un solo imprenditore per mezzo secolo. E’ successo ora a San Vincenzo con il maldestro tentativo di sanare un gigantesco abuso urbanistico e edilizio. Altri fenomeni simili sono in incubazione. Pensiamo alle cave dove, nonostante i propositi enunciati, non ci sono segnali di riduzione delle escavazione, ma bensì di aumento.

Ancora una volta emerge la gravità di ciò che ha prodotto lo sgretolamento delle politiche territoriali e della cooperazione tra le istituzioni. La pianificazione coordinata era una delle funzioni qualificanti della Val di Cornia. Poteva esserla anche quella della vigilanza territoriale associata con economie di scala e maggiore efficacia nei controlli. Così non è stato. I nostri Comuni regrediscono verso pericolose derive municipali dove a dominare sono sempre più gli interessi privati, ora anche illegali, e sempre meno l’interesse pubblico.

Liste Civiche Val di Cornia  28.09.2016

Comune dei Cittadini (Campiglia mma),

Assemblea Sanvincenzina,

Un’altra Piombino,  Assemblea popolare Suvereto

 

 

 

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