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Le ragioni di una scelta

Quando ci si presenta agli elettori è giusto fornire, con la massima trasparenza, le ragioni della propria scelta. Per me, al primo posto, c’è la percezione dei pericoli per la democrazia. Sul piano economico la globalizzazione senza regole ha finito per creare un senso d’impotenza, sottraendo autonomia e progettualità agli Stati e alle comunità locali. Sul piano politico la crisi dei partiti, che un tempo hanno saputo canalizzare speranze e passioni, ha lasciato spazio a sistemi striscianti di controllo sociale, fino a vere e proprie forme di ricatto sugli individui. Sono fenomeni che stanno trascinando le nostre società nella post democrazia. Il senso comune di molte persone, ed anche dei giovani, è che non c’è più nulla da fare, che non vale la pena d’impegnarsi per un mondo che appare immodificabile, almeno per i comuni mortali. Prende campo un’idea di società nella quale i cittadini non sono più titolari di diritti, ma devono accontentarsi solo di ricevere favori. Questa società non mi piace, perché educa al servilismo e non libera le energie migliori.

Serve dunque un impegno civile per evitare una deriva sostanzialmente autoritaria, partendo proprio dalle realtà in cui viviamo quotidianamente.

La Val di Cornia ha risentito dei cambiamenti globali, a partire dalla crisi dell’acciaio degli anni 80. Ha saputo conservare e valorizzare importanti risorse naturali e storiche, ma non sempre è stata in grado di fare scelte coerenti. Se nei decenni passati l’imperativo è stato l’uscita dalla monocultura industriale, e molto è stato fatto, oggi servono scelte selettive in grado di far emergere i punti di forza e le potenzialità di questi territori, senza contraddizioni e senza creare dannosi conflitti. A Campiglia le risorse fondamentali sono l’agricoltura di qualità, la piccola e media impresa artigianale e commerciale nelle aree appositamente attrezzate, il termalismo, il patrimonio culturale e il paesaggio come basi per la crescita di un turismo responsabile e competitivo.

Spesso questa coerenza è mancata, come nel caso dei conflitti insorti tra cave e parco, della costruzione d’impianti industriali in aperta campagna, della pericolosa espansione edilizia verso le terme, dell’espansione urbana a discapito della riqualificazione degli abitati. In ciascuna di queste decisioni, a ben vedere, più che l’interesse generale ha prevalso la rendita e la speculazione.

Per evitare che questo continui ad accadere bisogna elevare il confronto e la partecipazione. Il pericolo non viene da associazioni, comitati o singoli cittadini che esprimono opinioni diverse, ma dal silenzio e dall’omertà. E nel Comune di Campiglia c’è troppo silenzio.

Queste le ragioni che mi hanno spinto a dare la disponibilità per guidare una lista di cittadini che si riconoscono in questi valori. Mi si chiede perché l’ho fatto oggi e non in passato. Le ragioni sono semplici. Oggi ci sono partiti, metodi e condizioni profondamente diverse che non mi consentono più di esprimere fiducia incondizionata a chi ha governato il Comune.  Una scelta compiuta con serenità e con l’auspicio che la stessa serenità ci sia anche da parte di coloro che saranno chiamati a mettere in campo idee per la prossima legislatura.

L’obiettivo è il confronto, aperto e costruttivo, per il bene della nostra comunità.

Le condizioni che ho posto per accettare la candidatura sono due. Che lista e programma fossero espressione unica dei cittadini, senza vincoli di partito. Che con me ci fossero giovani motivati ai quali poter trasferire conoscenze ed esperienza per aiutarli ad essere cittadini responsabili del futuro che li attende.
16 aprile 2009

Massimo ZUCCONI

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