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Daniele Scafaro, consigliere CDC: le promesse non mantenute dal Comune per i giardini di Coltie (pubblicato sulla stampa)

27 marzo 2013 Un Commento

CDC-Daniele-Scafaro

Sul finire del 2011 alcuni giovani ragazzi decisero di impegnarsi, appellandosi all’amministrazione comunale, per far si che il posto che abitualmente frequentano per trascorrere le loro giornate e godersi lo sport che più gli piace, lo skateboard, acquistasse un aspetto più dignitoso e sicuramente più fruibile dai cittadini. Si tratta dei Giardini di Coltie, una zona dove si può trovare l’unico campetto da calcio pubblico che non versi in dubbio stato di praticabilità e dove storicamente ci sono sempre state le attrezzature per sport come lo skateboarding.giard coltie2 Venne preparata una petizione e si adoperarono per la raccolta delle firme in suo sostegno: successivamente, si affidarono alla lista “Comune dei cittadini” affinché quella petizione, supportata da un ordine del giorno, venisse discussa in Consiglio Comunale. Sono rimaste nella mente le parole dell’assessore Bertocchi, il quale affermò che in un Comune di modeste dimensioni come Campiglia non ci fosse bisogno di alzare tutto questo “polverone” per fare delle richieste all’amministrazione, ma sarebbe stato sufficiente bussare alla porta di un assessore o fare una telefonata.

L’ indirizzo che il Consiglio dette alla giunta fu chiaro: all’unanimità, i consiglieri, impegnarono l’assessorato competente a “prevedere un tempestivo intervento di risistemazione dell’area in oggetto tenendo conto delle richieste avanzate dai cittadini firmatari”. Dopo otto mesi, a Novembre del 2012, trascorsi i quali poteva essere considerato abbondantemente “violato” il termine “tempestivo”, e appurato che molto poco di quanto rientrava nell’impegno preso dalla giunta era stato realizzato, tornammo in consiglio comunale con un’interpellanza per conoscere i progetti dell’amministrazione per l’area in questione. Ci fu risposto che non c’era bisogno di un progetto, poiché gli interventi previsti non necessitavano di un apposito stanziamento nel bilancio ma sarebbero stati realizzati “in economia” con le risorse a disposizione dell’assessorato. Per quanto riguarda i ritardi, l’assessore Paladini, rispose che entro la Primavera sarebbero stati realizzati gli interventi mancanti.

E’ da pochi giorni suonata la Primavera e i fatti sono sotto gli occhi di tutti: non ci sono panchine, non è stata sistemata la superficie in asfalto, con il rischio che qualcuno possa farsi male seriamente, non è stata installata una fontana e non sono state aggiunte strutture per le attività di skateboard e pattinaggio che storicamente giard coltievengono svolte dai ragazzi in quell’area. Si può ora comprendere da dove viene l’apatia dei giovani d’oggi per la politica e tutto ciò che le ruota intorno: infatti, per la prima volta alcuni ragazzi hanno provato a mettersi in contatto con le istituzioni e, nonostante avessero avanzato delle richieste contenute, non sono stati ascoltati dall’amministrazione, ed è normale che nasca in loro un senso di sfiducia. Per quanto riguarda il ruolo del Consiglio Comunale ormai emerge con chiarezza una scomoda verità: come accaduto molte altre volte la giunta non ha rispettato l’impegno che gli veniva imposto dal Consiglio, che è ormai diventato un mero organo di facciata, e che continua ad esistere soltanto perché vogliamo continuare a chiamarci “paese democratico”; se venisse soppresso non se ne accorgerebbe nessuno. Infatti, in pratica, è già stato fatto.

 Daniele Scafaro

Consigliere CDC

Sulla Stampa:

«Dimenticato il parco alle Coltie»

LA SISTEMAZIONE dei Giardini delle Coltie: un impegno non mantenuto dal Comune. Il consigliere Daniele Scafaro della lista Comune dei Cittadini denuncia la situazione e ripercorre la vicenda iniziata con l’appello fatto da un gruppo di ragazzi, era il finire del 2011: chiedevano la sistemazione del giardino per poter praticare lo skateboard. «E’ una zona dove si può trovare l’unico campetto da calcio pubblico che non versi in dubbio stato di praticabilità e dove storicamente ci sono sempre state le attrezzature per sport come lo skateboarding – ricorda Scafaro – venne preparata una petizione e si adoperarono per la raccolta delle firme in suo sostegno: successivamente, si affidarono alla lista “Comune dei cittadini» affinché quella petizione, supportata da un ordine del giorno, venisse discussa in Consiglio Comunale.

SONO RIMASTE nella mente le parole dell’assessore Bertocchi, il quale affermò che in un Comune di modeste dimensioni come Campiglia non ci fosse bisogno di alzare tutto questo “polverone” per fare delle richieste all’amministrazione, ma sarebbe stato sufficiente bussare alla porta di un assessore o fare una telefonata. L’indirizzo che il Consiglio dette alla giunta fu chiaro: all’unanimità, i consiglieri, impegnarono l’assessorato competente a «prevedere un tempestivo intervento di risistemazione dell’area tenendo conto delle richieste avanzate dai cittadini firmatari». Dopo otto mesi, a novembre del 2012, trascorsi i quali poteva essere considerato abbondantemente “violato” il termine “tempestivo”, e appurato che molto poco di quanto rientrava nell’impegno preso dalla giunta era stato realizzato, tornammo in consiglio con un’interpellanza. Ci fu risposto che non c’era bisogno di un progetto, poiché gli interventi previsti non necessitavano di un apposito stanziamento nel bilancio ma sarebbero stati realizzati “in economia”.

PER QUANTO riguarda i ritardi, l’assessore Paladini, rispose che entro la primavera sarebbero stati realizzati gli interventi mancanti. E’ da pochi giorni suonata la primavera e i fatti sono sotto gli occhi di tutti: non ci sono panchine, non è stata sistemata la superficie in asfalto, con il rischio che qualcuno possa farsi male, non è stata installata una fontana e non sono state aggiunte strutture per le attività di skateboard e pattinaggio che storicamente vengono svolte dai ragazzi in quell’area. Si può ora comprendere da dove viene l’apatia dei giovani d’oggi per la politica e tutto ciò che le ruota intorno: infatti, per la prima volta alcuni ragazzi hanno provato a mettersi in contatto con le istituzioni e, nonostante avessero avanzato delle richieste contenute, non sono stati ascoltati dall’amministrazione, ed è normale che nasca in loro un senso di sfiducia. Per quanto riguarda il ruolo del Consiglio Comunale, come accaduto molte altre volte, la giunta non ha rispettato l’impegno che gli veniva imposto dal Consiglio».

La Nazione 27.03.2013

Giardini delle Coltie: tante promesse, nessun intervento

Il consigliere Daniele Scafaro di Comune dei Cittadini accusa l’amministrazione in merito alla gestione dei problemi dei giardini delle Coltie. Questi problemi erano stati posti all’attenzione nell’autunno del 2007. Si trattava di rendere più piacevoli questi giardini, piuttosto malmessi, e soprattutto di renderli idonei alla pratica dello sport (in particolare dello skateboarding, per il quale già c’erano le attrezzature) per il gruppo di giovani che di solito li frequentano. Dall’intervento della stampa si passò alla raccolta di firme per una petizione, girata poi alla lista civica affinché facesse valere le richieste di ragazzi e ragazze in consiglio.

«Sono rimaste nella mente le parole dell’assessore Bertocchi – dichiara Scafaro – il quale affermò che in un comune di modeste dimensioni come Campiglia non c’era bisogno di alzare tutto questo polverone per fare delle richieste , perché sarebbe stato sufficiente bussare alla porta di un assessore o fare una telefonata». Il consiglio – all’unanimità – dette preciso incarico alla giunta ed all’assessore competente, di effettuare «un tempestivo intervento di risistemazione dell’area in oggetto, tenendo conto delle richieste avanzate dai cittadini firmatari».

Da allora si giunge quasi ai giorni nostri, al novembre 2012 per l’esattezza, quando al consiglio Comune dei Cittadini, avendo maturato consistenti dubbi sulla “tempestività” dell’intervento, chiese di conoscere i progetti per i giardini. Progetti non ce ne sono perché non c’è alcun bisogno, fu risposto, in quanto l’intervento non avrebbe richiesto un apposito stanziamento, perché sarebbe stato effettuato “in economia”. Ma quando? «L’assessore Paladini – prosegue Scafaro – rispose “entro la primavera”. Ci siamo e i fatti sono sotto gli occhi di tutti: non ci sono panchine, non è stata sistemata la superficie in asfalto, con il rischio che qualcuno possa farsi male, non è stata installata una fontana e non sono state aggiunte strutture per skateboard e pattinaggio che storicamente vengono svolte dai ragazzi in quell’area». Lo scarso peso dimostrato da una petizione prima e da una decisione del consiglio poi, conclude il consigliere, conducono ad un senso di sfiducia verso le istituzioni.

Francesco Rossi

Il Tirreno 27.03.2013

Un Commento »

  • Niccolò Pini dice:

    Il parco e le sue strutture non sono l’unico problema del quartiere di Coltie a cui sono legato, avendoci trascorso molto tempo della mia infanzia.
    Ricordo bene che in consiglio comunale quando la lista civica Comune dei Cittadini portò l’ODG per chiedere l’intervento di manutenzione dei giardini, dai consiglieri di maggioranza venne la richiesta di togliere dal testo l’aggettivo “degradato” riferito al parco e al quartiere di Coltie,in caso contrario non l’avrebbero votato .
    Che sia uno di luoghi più tipici e storici di Venturina nessuno lo mette in dubbio, penso però che occorrerebbe avere un po’ di occhio critico del luogo in cui si vive e avere l’onestà di dire che negl’anni questo quartiere ha visto un progressivo degrado.
    Queste non sono opinioni soggettive, ci sono degli standard di vivibilità precisi che vengono presi in considerazione per classificare un luogo, una città, un quartiere, più o meno degradato.
    Uno di questi fattori è la vicinanza a stabilimenti industriali, in Coltie c’è uno che lavora, per fortuna, 365 giorni l’anno con un picco di produzione nei mesi estivi; questo comporta odori non piacevoli, rumori di lavorazione, forte aumento del traffico pesante giorno e notte.
    Non è un caso che alcuni cittadini si siano rivolti alla lista per denunciare questi disagi che vengono amplificati dal fatto che i mezzi pesanti spaccano l’asfalto e creano delle buche con ulteriore aumento del rumore al passaggio dei mezzi.
    Cosa dire poi dell’ingresso del quartiere: a destara troviamo uno stabilimento fatiscente (ex Incerti) in demolizione, a sinistra gli ex magazzini comunali, ormai distrutti, invasi da sterpaglie e recintati da una vecchia rete metallica, proseguiamo poi per lo spiazzo dell’ex autolavaggio, oggi usato come parcheggio (senza permesso) dai dipendenti Italian Food, per finire con l’ex scuola IPSIA anch’essa fatiscente e con vetri rotti.
    Insomma ce ne sono di criticità, però non definiamolo degradato…

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