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Con il guaio degli stagionali ecco la verità sulla Parchi

18 Luglio 2014 Nessun Commento

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Ci volevano gli stagionali che rischiano di perdere il lavoro a fine luglio ad aprire uno squarcio di verità sullo stato effettivo della Società .

In piena estate mancano i soldi per garantire la continuità dei loro contratti, quando sono essenziali per garantire i servizi nei parchi. I Comuni non hanno previsto i trasferimenti necessari per i loro stipendi e, si dice, dovranno riunirsi per stabilire chi deve pagare i 150.000 euro per coprire le spese.

E’ la conferma dello stato di caos che le amministrazioni hanno prodotto nella società Parchi. Alla base di tutto c’è l’indebita appropriazione del Comune di Piombino di oltre 1,2 milioni di euro di entrate annue dei parcheggi dei parchi di Sterpaia e di Baratti. Una decisione del 2012 che ha violato contratti e convenzioni con il connivente e irresponsabile silenzio delle amministrazioni che le hanno sottoscritte e della stessa società Parchi che avrebbe dovuto applicarle.

E’ anche la riprova che la tassa di soggiorno non è stata destinata a coprire il buco prodotto nel bilancio della Società Parchi, ma bensì a finanziare altre spese dei bilanci comunali.

La cosa appare oggi ancora più grave se si pensa che dal 1 gennaio 2014 è stato rinnovato il contratto di servizio che regola i rapporti tra i Comuni e la Società Parchi. In quel contratto, e nella convenzione che lo precede, sta scritto che tutte le entrate dei parchi devono restare alla società che li gestisce, compresi i parcheggi, e che eventuali contribuiti comunali per assicurare l’equilibrio di bilancio devono essere ripartiti sulla base degli abitanti di ciascun Comune.  Al momento dell’approvazione di quel contratto il gruppo del Comune dei Cittadini votò a favore, dopo che la Sindaca Soffritti aveva assicurato che quelle disposizioni sarebbero state rispettate nel 2014. Se questo fosse accaduto oggi non saremmo di fronte all’incertezza sul futuro degli stagionali.

La realtà è che mentre le amministrazioni enfatizzano il ruolo strategico dei parchi nelle politiche della Val di Cornia si sono comportate in modo esattamente opposto. Da anni hanno bloccato i processi di valorizzazione in parchi che hanno ancora grandi potenzialità come San Silvestro e Populonia, arrivando perfino a denigrare la ricerca scientifica; la qualità dei servizi è calata per effetto della ridotta autonomia finanziaria della società di gestione; si è bloccato il processo che avrebbe dovuto portare a creare nuova e qualificata occupazione e a fare crescere nuove imprese culturali e turistiche fuori e dentro i parchi.

Confidiamo che le nuove amministrazioni cambino decisamente rotta, ripristinando la legalità amministrativa e rilanciando la progettualità nei parchi. Non basta il marketing. I numeri dimostrano che la Parchi è cresciuta e si è resa autonoma finanziariamente quando è stata capace di attrarre fondi europei e fare molti investimenti nella ricerca e nella valorizzazione.

Il primo segnale è quello della corretta applicazione dei contratti sottoscritti riportando nel bilancio della Società Parchi le entrate dei parcheggi. Con questa semplice e dovuta decisione gli stagionali non rischiano il posto di lavoro. Poi si dovrà riprendere il cammino colpevolmente e irresponsabilmente interrotto.

14 luglio 2014

Comune dei Cittadini

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