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Comune dei Cittadini aderisce al Laboratorio della Val di Cornia

14 luglio 2017 Nessun Commento

La condizione sociale di Piombino e della Val di Cornia è davvero preoccupante.

I nostri Comuni sono giunti al nodo drammatico della crisi Lucchini in ordine sparso e senza aver maturato un visione autonoma e unitaria. Il Comune di Piombino, unico interlocutore delle istituzioni regionali e nazionali, altro non ha fatto che assecondare ogni richiesta di Cevital. Il prodotto più eclatante è stata la Variante Aferpi con la quale, nel 2016, ha deciso di consegnare senza condizioni la città ad un unico imprenditore, nonostante avesse già disatteso tutti gli impegni assunti, compresi quelli per il rilancio siderurgico che stavano alla base dell’Accordo di Programma del 2015. Nonostante ciò ad Aferpi è stato concesso un ulteriore biennio supplementare basato, ancora una volta solo su promesse e non su garanzie certe.

Negli scenari prefigurati negli Accordi Istituzionali nessuna attenzione è mai stata posta alle risorse e alle potenzialità dell’area vasta della Val di Cornia.

A distanza di due anni l’unica concreta prospettiva resta ancora quella degli ammortizzatori sociali, necessari, ma purtroppo ancora oggi svincolati da concrete prospettive produttive e lavorative. Una situazione che alimenta preoccupazioni, tensioni sociali e che comunque non basta per gestire la crisi.

La nostra opinione è che la Val di Cornia abbia risorse e potenzialità ancora inespresse, non solo in campo industriale siderurgico, ma anche nelle attività portuali, nelle produzioni agricole di qualità, nella valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico, in un turismo rispettoso delle identità territoriali e, più in generale, nell’imprenditoria diffusa in settori marginalizzati dalla monocultura del secolo scorso.

Contrariamente a quanto sarebbe stato necessario, abbiamo progressivamente assistito alla demolizione dei tentativi messi in atto nei decenni passati per costruire un’economia maggiormente diversificata. Nello stesso tempo, come dimostrano i fatti, non sono stati affrontati neppure i nodi ineludibili senza i quali è difficile la stessa riconversione industriale: il completamento delle infrastrutture (strada 398, ferrovia e porto) e la bonifica degli enormi territori industriali, oggi largamente dismessi, su cui lo Stato, nonostante gli infiniti inconcludenti annunci, ha maturato gravissime inadempienze .

Serve dunque uno sforzo di approfondimento e di elaborazione per creare, prima di tutto, una “visione” del futuro. Con questi presupposti e queste finalità si è costituito il Laboratorio che non sarà un nuovo soggetto politico-elettorale, ma uno strumento aperto a tutti i cittadini e alle associazioni, di qualsiasi genere, il cui fine è esclusivamente quello di contribuire ad elaborare idee per la rigenerazione di Piombino e della Val di Cornia in un contesto sociale ed economico profondamente diverso da quello del secolo scorso. Non immaginiamo neppure che debba essere necessariamente il luogo delle sintesi condivise, ma bensì uno spazio di discussione nel quale cittadini e associazioni possano partecipare e confrontarsi liberamente per costruire gli scenari del loro futuro. Quella discussione che fino ad oggi è mancata.

U’Altra Piombino

Assemblea Sanvincenzina

Comune dei Cittadini

Assemblea Popolare di Suvereto

Lavoro Dignità Salute

Restiamo Umani

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